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COVID 19, una nuova rinascita

questa sezione la dedichiamo all’analisi del “Manifesto della scuola che non si ferma”, scritto dal MIUR in occasione dell’emergenza Coronavirus. L’esperienza della pandemia può esser un momento di riflessione non solo per il mondo educativo ma per tutta la società.

DA CRISI A RISORSA

L’emergenza COVID-19 ha prodotto un profondo cambiamento in tutti noi… ma perché non vedere questo momento come una rinascita e non solo come un problema? Abbiamo analizzato il report del MIUR per fornirvi spunti interessanti che partono dal mondo dell’Istruzione ma che vogliono essere un punto di partenza per una riflessione più ampia che riguarda tutti…

“L’obiettivo, in questo momento di veri e propri stravolgimenti, è certamente quello di non sconvolgere totalmente i ritmi della loro quotidianità [rivolto agli studenti ed alle studentesse] ma anche quello di educare i bambini e i ragazzi a rispondere flessibilmente ai cambiamenti, adattandovisi e traendo da essi la capacità di dare risposte creative e innovative. In tal modo l’emergenza sanitaria sarà stata l’occasione per dare a tutti una possibilità di apprendimento: imparare che è possibile trarre insegnamento anche dalle difficoltà, trasformando un momento di crisi in risorsa.”

NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO

Quanto è importante coinvolgere tutti? Esser attenti alle differenze di ciascuno non è solo un segno di premura ma è sopratutto un segno di civiltà. Oggi, in un percorso che guarda non più all’integrazione ma all’inclusione è fondamentale prendere in considerazione le singole specificità di ciascuno per costruire un ambiente d’apprendimento unico e speciale riassumibile nella frase “nessuno deve rimanere indietro”. Oggi, in questa difficile situazione, è ancora più importante camminare insieme per costruire un futuro migliore.

“L’articolo 2 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sancisce il principio di uguaglianza: tutti i bambini e i ragazzi sono uguali, a prescindere dalla loro condizione personale e sociale.
Uno dei punti del “Manifesto della scuola che non si ferma” del Ministero dell’Istruzione, richiama il principio della responsabilità, affermando che “il rapporto educativo si fonda sulla fiducia e sulla corresponsabilità. Per questo, insieme, ci attiviamo, in presenza o a distanza, con modalità differenti per raggiungere tutti, con modi e tempi adatti a ciascuno. Nessuno deve rimanere indietro”.

UN MESSAGGIO POSITIVO

L’emergenza COVID-19 ha creato in tutti noi ansie e paure nuove ed inaspettate… ma come narrare ai bambini e alle bambine la nuova situazione? In questi casi è fondamentale rendere i piccoli partecipi senza nascondere che qualcosa sta cambiando e che oggi viviamo in una realtà nuova veicolando il tutto in un messaggio il più possibile positivo. 

“L’articolo 13 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sancisce il diritto delle persone di minore età alla libertà di espressione, connessa a quella di ricercare e di ricevere informazioni, mentre gli articoli 6 e 24 riconoscono loro, rispettivamente, il diritto alla vita e quello di godere del miglior stato di salute possibile. È importante parlare ai bambini e ai ragazzi dell’emergenza sanitaria che sta coinvolgendo il nostro paese e il mondo intero, utilizzando un linguaggio semplice e adeguato alla loro capacità cognitiva ed emotiva. I bambini e i ragazzi hanno il diritto di essere informati e i contenuti dell’informazione devono essere chiari e corretti. Gli obiettivi sono molteplici: proteggere loro e gli altri dal contagio, educarli e responsabilizzarli al rispetto delle regole, sensibilizzarli rispetto alle persone anziane e vulnerabili. Ma l’informazione ha anche un obiettivo e un contenuto di rassicurazione, perché è importante veicolare un messaggio positivo che riesca a contenere ansie e paure.” 

SACRIFICIO O POSSIBILITÁ

Il mondo dell’educazione è stato chiamato ad un profondo e duro cambiamento nel periodo del COVID-19, ma siamo sicuri che ciascuno ha dato il proprio contributo per non far mancare il sostegno e la vicinanza che gli studenti e le studentesse cercano nella figura dell’insegnante. Con questo post, che continua l’analisi del “Manifesto della scuola che non si ferma” vogliamo soffermarci su quello che per molti è stato un sacrificio ma che sicuramente ha rappresentato una tappa fondamentale per la rinascita, perché come dice il testo, “ciò che fa crescere non sono le abitudini, ma i cambiamenti, soprattutto quelli inaspettati”. 

“Il “Manifesto della scuola che non si ferma” del Ministero dell’Istruzione, nel punto relativo all’Innovazione attualizza questo diritto sostenendo “che le metodologie innovative – in presenza e a distanza – rappresentino una risorsa irrinunciabile. La formazione è una tappa imprescindibile del nostro cammino. Siamo pronti a metterci in gioco e in discussione, con professionalità e sacrificio”. La nuova esperienza formativa rappresenta per tutti un grande cambiamento, con il quale siamo costretti a misurarci, senza neanche aver fatto delle “prove tecniche”. Per evitare di farci travolgere dal cambiamento repentino, sarebbe importante condividere con i bambini e i ragazzi il percorso da realizzare insieme in maniera graduale e costante, in modo da consentire loro di adattarsi al cambiamento, apprezzandone gli aspetti positivi. È possibile, così, apprendere una lezione di vita: ciò che fa crescere non sono le abitudini, ma i cambiamenti, soprattutto quelli inaspettati, capaci di offrirci una nuova visione del mondo e un modo creativo e adattivo di affrontare la situazione, aumentando la forza interiore e le capacità di resilienza”. [tratto dal Manifesto della scuola che non si ferma]

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